Rate in dieci anni per i debiti Equitalia.

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Cosa succede se non riesco a pagare il mio debito con Equitalia?  Le norme vigenti consentono in alcune situazioni di rateizzare anche in dieci anni. 

 

La regola.

Nell’ipotesi ordinaria, si può chiedere di rateizzare i debiti fino a 6 anni (72 rate mensili) oppure, nei casi di grave e comprovata difficoltà legata alla congiuntura economica, fino a 10 anni (120 rate complessive, con scadenza mensile).

Si potrà chiedere, quindi,  ad Equitalia di sospendere la procedura di iscrizione ipotecaria minacciata nell’avviso già ricevuto, così come nell’eventuale avviso di fermo amministrativo, semplicemente presentando la domanda di rateizzazione presso lo sportello o tramite raccomandata r.r.

L’importo minimo di ogni rata è pari a 100 euro, salvo situazioni di particolare difficoltà.

L’effetto principale della presentazione di domanda di rateizzazione è che vengono sospese fin da subito le procedure per il recupero coattivo delle somme, l’eventuale iscrizione di ipoteca su immobili di proprietà, il fermo amministrativo dell’autovettura.

Se il debito da rateizzare è inferiore a 50 mila euro la procedura è estremamente semplice: basta compilare un modulo, che si trova sul sito internet www.gruppoequitalia.it o che può essere ritirato presso gli sportelli di Equitalia, e riconsegnarlo a mano oppure spedirlo con raccomandata a/r. Qualora l’intenzione fosse quella di ottenere la rateizzazione in sei anni, il modulo si potrà chiedere, compilare e firmare allo sportello di Equitalia o spedire a mezzo raccomandata r.r.

Si può chiedere che le rate siano fisse, o prevedere anche che siano variabili e crescenti, se vi è la prospettiva di un miglioramento delle condizioni economiche in futuro.

Oltre alla rateizzazione ordinaria (72 rate), in alcuni casi è consentita una rateizzazione ancora maggiore, della durata massima di 120 rate.

I suddetti piani di rateazione prevedono poi la possibilità di chiedere una proroga, ricorrendone i presupposti, di uguale periodo. Ciò significa che, iniziato un piano di rateazione, se si è in regola si può chiedere un ulteriore ampliamento.

Rateizzazione in sei o in dieci anni.

La rateizzazione in sei anni è un fatto quasi automatico: non è necessario presentare particolare documentazione e, in sostanza, basta chiederlo e motivarlo.

Se, poi, si prevede che la situazione economica possa migliorare, si può addirittura formulare una proposta a rate crescenti partendo da una somma mensile e prevedendo le date in cui si potrà aumentarla.

Per quanto riguarda la rateizzazione decennale, il Decreto Ministeriale che la ha regolamentata [1], ne ha fissate le condizioni.

Ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura

economica, la rateizzazione ordinaria (sei anni) può essere aumentata fino a centoventi rate mensili.[2]

Ai fini della concessione di tale maggiore rateazione occorrono le seguenti condizioni:

  1. a) accertata impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario;
  2. b) valutazione della solvibilità del contribuente in relazione al piano di rateazione concedibile.

La condizione necessarie per la rateizzazione decennale sono: l’accertamento della temporanea situazione di obiettiva difficoltà che non sia dovuta alla responsabilità del debitore ed allo stesso tempo sia legata alla congiuntura economica.

Per usufruire della rateizzazione più lunga occorre predisporre istanza molto dettagliata e motivate da produrre all’Agente della riscossione (unitamente alla documentazione comprovante i requisiti), nella quale siano illustrate le ragioni poste a fondamento dell’istanza.

Le condizioni che devono sussistere congiuntamente sono per le persone fisiche che la rata normale /sei anni) è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, avuto riguardo ai dati dell’ISEE dello stesso nucleo, da allegare all’istanza.

Occorre sottolineare che la concessione della dilazione in 120 rate non è automatica, ma che potrebbe essere concessa una rateizzazione inferiore a seconda dei risultati delle operazioni contabili che l’Equitalia farà con I documenti da allegare.

Le rateizzazioni concesse, come abbiamo detto prima, possono essere ulteriormente prorogate in casi particolari.

Il presupposto vincolante è la dimostrazione del peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima dilazione. La proroga può essere richiesta una volta sola.

Per quel che concerne gli effetti della rateazione, è utile sottolineare che, una volta concesso il beneficio:

  • Equitalia non può iscrivere il fermo dei beni mobili o l’ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare a rate.
  • l’ipoteca è iscrivibile solo se l’istanza è respinta o se il debitore decade dal beneficio della rateazione;
  • il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, con DURC perfettamente in regola. Nella attività di lavoro autonomo, le Amministrazioni pubbliche chiedono di produrre la certificazione di regolarità contributive: se la risposta è affermativa, la rateizzazione consente di ritenerLa perfettamente in regola.

Nei pagamenti di importi superiori a diecimila euro, le pubbliche amministrazioni chiedono, prima, la regolarità fiscal ad Equitalia.

La rateizzazione decade con il mancato pagamento di otto rate: ma come abbiamo visto, è possibile già prima chiedere una ulteriore proroga delle rate.

Se si vuole dare un’occhiata al sito di Equitalia, a questo link si potranno trovare ulteriori delucidazioni:

 

Guida Equitalia alla rateizzazione

 

Si tenga conto, infine, del fatto che Equitalia non può procedere al pignoramento della prima casa se è l’unico immobile di proprietà del debitore che vi risiede anagraficamente, tranne per le abitazioni di lusso.[3]

 

Conclusioni

Il contribuente che vuole assolvere ai propri debiti tributari trova oggi un variegato mondo di opportunità, con le quali modulare le possibilità di versamento.

Nelle situazioni più gravi, in presenza di alcuni presupposti, si può arrivare a tempi lunghissimi, come si contraesse un mutuo decennale, sebbene non siano richieste fideiussioni o ipoteche.

 

[1] Art.3 D.M. 6 novembre 2013

[2] Comma.1-quinques dell’art.19 DPR n.602/73

 

[3] Cosiddetto “Decreto milleproroghe”.

Nullità del matrimonio.

 

papa francesco

Sacra Rota: la riforma dei tribunali ecclesiastici operata da Papa Francesco in vigore dall’8 dicembre. Cambiano le cause di nullità matrimoniale nell’ordinamento canonico. Previsto anche un nuovo rito finalizzato all’abbattimento dei tempi del giudizio di nullità.

Una disamina dell’istituto dell’annullamento del matrimonio nella mia scheda per La Legge per Tutti.

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